Guide 10 January 2026

Primo Soccorso negli Uffici: Emergenze nel Lavoro Sedentario

Anche negli ambienti di ufficio, apparentemente a basso rischio, possono verificarsi emergenze sanitarie che richiedono l'intervento tempestivo degli addetti al primo soccorso. Le patologie...

Primo Soccorso negli Uffici: Emergenze nel Lavoro Sedentario

Anche negli ambienti di ufficio, tradizionalmente considerati a basso rischio per gli infortuni fisici, possono verificarsi emergenze sanitarie serie che richiedono l'intervento tempestivo e competente degli addetti al primo soccorso. Se è vero che cadute, tagli e ustioni sono meno frequenti che in altri settori, le patologie cardiovascolari, le emergenze neurologiche e i malori improvvisi rappresentano rischi concreti in una popolazione lavorativa spesso sedentaria, stressata e non sempre in condizioni di salute ottimali.

Le emergenze più frequenti negli ambienti di ufficio hanno caratteristiche peculiari legate alla tipologia di lavoro e di popolazione presente. I malori improvvisi come svenimenti e lipotimie sono comuni e possono essere causati da ipotensione ortostatica alzandosi velocemente dopo ore di sedentarietà, da ipoglicemia per pasti saltati, da ambienti surriscaldati o poco ventilati, o da stati emotivi intensi. Le crisi ipertensive con valori pressori molto elevati possono manifestarsi con mal di testa intenso, disturbi visivi e malessere generale. Il dolore toracico e il sospetto infarto miocardico sono emergenze tempo-dipendenti che richiedono il riconoscimento immediato dei sintomi caratteristici e l'attivazione rapida del 118. L'ictus cerebrale può colpire improvvisamente durante l'orario di lavoro e il riconoscimento dei segni FAST è fondamentale per attivare tempestivamente il percorso di emergenza. Le crisi di panico e d'ansia possono essere scatenate da stress lavorativo intenso e mimano talvolta sintomi cardiaci, richiedendo capacità di valutazione e di gestione psicologica. Le reazioni allergiche possono verificarsi per esposizione a allergeni ambientali, punture di insetti o alimenti. I traumi da caduta per scivolamento su pavimenti lucidati o inciampo su cavi elettrici possono causare fratture soprattutto in lavoratori anziani.

Il lavoro sedentario prolungato e lo stile di vita tipicamente associato al lavoro d'ufficio sono fattori di rischio cardiovascolare scientificamente dimostrati che aumentano la probabilità di eventi acuti come infarto e ictus. La sedentarietà protratta per ore davanti a un computer riduce il dispendio energetico e favorisce l'aumento di peso. Lo stress lavorativo cronico, le scadenze pressanti e i conflitti relazionali attivano cronicamente l'asse dello stress con conseguenze negative sul sistema cardiovascolare. Le posture scorrette mantenute a lungo causano patologie muscolo-scheletriche croniche. L'alimentazione irregolare con pranzi consumati rapidamente alla scrivania, il consumo di snack e bevande zuccherate, e la scarsa idratazione contribuiscono al rischio metabolico. Tutti questi fattori concorrono ad aumentare la prevalenza di ipertensione arteriosa, obesità, diabete e dislipidemia nella popolazione impiegatizia, condizioni che predispongono a eventi cardiovascolari acuti.

Gli addetti al primo soccorso che operano in ambienti di ufficio devono essere particolarmente formati al riconoscimento precoce dei segni di infarto e ictus, emergenze tempo-dipendenti dove ogni minuto di ritardo nel trattamento può avere conseguenze irreversibili. La conoscenza del metodo FAST per il riconoscimento dell'ictus (Face-Arms-Speech-Time) e dei sintomi tipici e atipici dell'infarto deve essere solida e immediatamente applicabile. La gestione dell'arresto cardiaco improvviso con le manovre di rianimazione cardiopolmonare e l'utilizzo del DAE defibrillatore automatico esterno rappresenta una competenza salvavita essenziale: la presenza di un defibrillatore in ufficio, accompagnata dalla formazione del personale al suo utilizzo, può realmente salvare la vita di colleghi colpiti da arresto cardiaco, aumentando le probabilità di sopravvivenza dal 5% fino al 50-70% se la defibrillazione avviene entro pochi minuti.

La gestione dello stress acuto e delle crisi di panico richiede competenze comunicative e relazionali oltre che tecniche sanitarie. Una crisi di panico può essere estremamente spaventosa per chi la vive, con sintomi come tachicardia, sudorazione, tremore, sensazione di soffocamento e paura di morire che possono mimare un infarto e generare ulteriore panico. Saper tranquillizzare una persona in preda a un attacco d'ansia con voce calma, rassicurante ma non minimizzante, guidandola attraverso tecniche di respirazione controllata e creando un ambiente protetto, è fondamentale per evitare che la situazione degeneri e per distinguere la crisi di panico da una vera emergenza cardiaca che richiede intervento sanitario.

Negli uffici è importante prestare attenzione anche alla sicurezza antincendio e alle procedure di evacuazione, aspetti che spesso coinvolgono gli stessi addetti al primo soccorso in un ruolo integrato di gestione delle emergenze. La conoscenza delle vie di fuga, dei punti di raccolta, dell'uso degli estintori e delle procedure di evacuazione per persone con disabilità o mobilità ridotta deve essere parte della formazione complessiva. Il coordinamento tra primo soccorso ed evacuazione in caso di emergenze complesse richiede esercitazioni periodiche congiunte.

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Redazione

10 January 2026

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