Annegamento e Seminnegamento: Primo Soccorso in Azienda
L'annegamento può verificarsi non solo in piscine e stabilimenti balneari, ma anche in aziende con vasche di processo, cisterne, canali o in cantieri vicino a corsi d'acqua. La rapidità...
L'annegamento può verificarsi non solo in piscine e stabilimenti balneari, ma anche in aziende con vasche di processo, cisterne, canali o in cantieri vicino a corsi d'acqua. La rapidità dell'intervento è determinante.
Le situazioni a rischio in ambito lavorativo includono: vasche di trattamento industriale, cisterne e serbatoi, canali di scolo, cantieri in prossimità di fiumi o laghi, acquacoltura, manutenzione di depuratori.
Il primo intervento prevede: estrazione della vittima dall'acqua garantendo la sicurezza del soccorritore (non entrare in acqua se non si è formati al salvamento), posizionamento su superficie rigida, valutazione dello stato di coscienza e della respirazione.
Se la vittima non respira, iniziare immediatamente la RCP. Nelle vittime di annegamento, le ventilazioni sono particolarmente importanti poiché la causa dell'arresto è l'ipossia (mancanza di ossigeno). Se disponibile, utilizzare il DAE.
Non tentare manovre per espellere l'acqua dallo stomaco: la compressione addominale può provocare vomito con rischio di inalazione. L'eventuale acqua nei polmoni viene riassorbita rapidamente.
Anche se la vittima riprende coscienza, è fondamentale il trasporto in ospedale per monitoraggio: l'edema polmonare può svilupparsi anche ore dopo l'evento (annegamento secondario).
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Il primo intervento in caso di annegamento o semiannegamento, una volta portata la vittima fuori dall'acqua, segue la sequenza BLS con alcune particolarità. Dato che l'arresto è tipicamente di origine respiratoria, la ventilazione assume particolare importanza: iniziare con 5 ventilazioni di soccorso prima delle compressioni toraciche. Non tentare manovre per far espellere l'acqua inalata (la manovra di Heimlich non è indicata): l'acqua nei polmoni verrà gradualmente riassorbita, l'obiettivo è ripristinare ossigenazione e circolo.
Le vittime di semiannegamento, anche se apparentemente riprese, devono sempre essere valutate in ospedale per il rischio di edema polmonare tardivo (annegamento secondario) che può manifestarsi anche a distanza di ore. L'ipotermia da immersione in acqua fredda richiede riscaldamento graduale. L'arresto cardiaco da annegamento in acqua fredda può avere migliori probabilità di recupero neurologico per l'effetto protettivo dell'ipotermia sul cervello.
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