BLSD 10 January 2026

Ictus Cerebrale: Riconoscimento Rapido e Primo Soccorso

L'ictus cerebrale è un'emergenza tempo-dipendente in cui ogni minuto conta per limitare i danni neurologici. Riconoscere precocemente i segni dell'ictus in ambiente lavorativo può fare la...

Ictus Cerebrale: Riconoscimento Rapido e Primo Soccorso

L'ictus cerebrale rappresenta un'emergenza neurologica acuta tempo-dipendente in cui ogni minuto che passa senza trattamento determina la morte di milioni di neuroni, con conseguenze potenzialmente devastanti e permanenti. Riconoscere precocemente i segni caratteristici dell'ictus in ambiente lavorativo e attivare immediatamente la catena dei soccorsi può fare letteralmente la differenza tra un recupero neurologico completo e una disabilità permanente grave, tra l'autonomia e la dipendenza totale dagli altri.

L'ictus si verifica quando l'apporto di sangue al cervello viene improvvisamente interrotto, privando le cellule nervose dell'ossigeno e del glucosio necessari per la loro sopravvivenza. Questo può avvenire attraverso due meccanismi principali: nell'ictus ischemico, che rappresenta circa l'85% di tutti i casi, un trombo o un embolo ostruisce un'arteria cerebrale bloccando il flusso sanguigno a valle; nell'ictus emorragico, che costituisce il restante 15% circa, un vaso sanguigno cerebrale si rompe causando un sanguinamento all'interno o attorno al tessuto cerebrale con conseguente compressione e danno delle strutture nervose. In entrambe le tipologie, le cellule cerebrali nella zona colpita iniziano a morire in pochi minuti dall'evento, e l'area di danno si espande progressivamente nel tempo se non si interviene.

Per il riconoscimento rapido dell'ictus anche da parte di personale non sanitario è stato sviluppato e diffuso a livello internazionale l'acronimo FAST, uno strumento mnemonico semplice ed efficace che ogni addetto al primo soccorso deve conoscere perfettamente. La F sta per Face (faccia): si chiede alla persona di sorridere e si osserva se un lato del viso appare cadente, asimmetrico o paralizzato rispetto all'altro, con l'angolo della bocca che pende verso il basso. La A sta per Arms (braccia): si chiede alla persona di sollevare entrambe le braccia davanti a sé ad occhi chiusi e si verifica se una delle due tende a cadere verso il basso o non riesce ad essere sollevata, segno di debolezza muscolare unilaterale. La S sta per Speech (linguaggio): si chiede alla persona di ripetere una frase semplice e si verifica se il parlato appare confuso, impastato, incomprensibile o se la persona non riesce a esprimersi verbalmente. La T sta per Time (tempo): se è presente anche uno solo di questi tre segni, non c'è tempo da perdere e bisogna chiamare immediatamente il 118 specificando il sospetto di ictus.

Oltre ai segni del metodo FAST, altri sintomi possono accompagnare l'ictus cerebrale e devono essere riconosciuti come potenziali segnali d'allarme: un improvviso mal di testa violentissimo, descritto spesso come il peggiore mai provato in vita, che può indicare un'emorragia cerebrale; confusione mentale improvvisa con difficoltà a comprendere il linguaggio altrui; difficoltà visive con perdita della vista da un occhio o in una parte del campo visivo di entrambi gli occhi; vertigini intense con perdita dell'equilibrio e della coordinazione motoria; difficoltà a camminare con tendenza a cadere o a sbandare da un lato. Questi sintomi compaiono caratteristicamente all'improvviso, da un momento all'altro, in una persona che fino a pochi istanti prima stava bene.

Il primo intervento dell'addetto al primo soccorso in caso di sospetto ictus deve essere orientato a garantire la sopravvivenza della vittima e a non ritardare l'arrivo dei soccorsi avanzati. La priorità assoluta è chiamare il 118 specificando chiaramente il sospetto di ictus, informazione che attiva il percorso ospedaliero dedicato (stroke unit). È fondamentale annotare con precisione l'ora esatta di inizio dei sintomi o l'ultima volta che la persona è stata vista stare bene, dato cruciale per le decisioni terapeutiche ospedaliere sulla possibilità di effettuare la trombolisi o la trombectomia meccanica. In attesa dei soccorsi, posizionare la persona supina o con la testa e le spalle leggermente sollevate su un cuscino. Non somministrare assolutamente cibo, bevande o farmaci per bocca, poiché l'ictus può compromettere la capacità di deglutizione con rischio di soffocamento. Monitorare costantemente lo stato di coscienza e la respirazione.

Se la persona perde coscienza ma continua a respirare normalmente, posizionarla in posizione laterale di sicurezza preferibilmente sul lato paretico, ovvero quello colpito dalla paralisi, in modo che il lato sano rimanga libero di muoversi. Questa scelta posizionale facilita anche il drenaggio di eventuali secrezioni dalla bocca. Se la persona smette di respirare o presenta respirazione inefficace, valutare immediatamente l'assenza di polso e in caso di arresto cardiaco iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Non perdere mai tempo: nella gestione dell'ictus vale il principio che il tempo è cervello, perché ogni minuto di ritardo comporta la perdita di quasi 2 milioni di neuroni.

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Redazione

10 January 2026

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