Infarto e Dolore Toracico: Riconoscere l'Emergenza Cardiaca
L'infarto miocardico è un'emergenza cardiovascolare che può manifestarsi in ambiente lavorativo. Riconoscere precocemente i sintomi e attivare tempestivamente i soccorsi può salvare la vita del...
L'infarto miocardico rappresenta una delle emergenze cardiovascolari più gravi e tempo-dipendenti che possono manifestarsi in qualsiasi ambiente lavorativo, colpendo improvvisamente colleghi apparentemente sani o con fattori di rischio misconosciuti. Riconoscere precocemente i sintomi caratteristici e attivare tempestivamente la catena dei soccorsi può letteralmente salvare la vita della persona colpita, limitando l'estensione del danno al muscolo cardiaco e aumentando significativamente le probabilità di sopravvivenza e di recupero funzionale completo.
L'infarto miocardico acuto si verifica quando un'arteria coronaria, uno dei vasi che portano sangue ossigenato al cuore, si ostruisce completamente o quasi completamente, interrompendo l'apporto di ossigeno e nutrienti a una porzione del muscolo cardiaco che inizia quindi a soffrire e poi a morire. L'ostruzione è generalmente causata dalla rottura di una placca aterosclerotica con formazione di un trombo che occlude il lume del vaso. I fattori di rischio cardiovascolare che aumentano la probabilità di infarto sono ben noti e includono: età avanzata soprattutto dopo i 50 anni per gli uomini e dopo la menopausa per le donne, fumo di sigaretta attivo e passivo, ipertensione arteriosa non adeguatamente controllata, diabete mellito, livelli elevati di colesterolo LDL e bassi di colesterolo HDL, obesità soprattutto viscerale, sedentarietà, familiarità per malattie cardiovascolari precoci, e stress lavorativo cronico che è un fattore emergente sempre più riconosciuto.
I sintomi tipici dell'infarto miocardico che ogni addetto al primo soccorso deve saper riconoscere comprendono innanzitutto il dolore toracico caratteristico: un senso di oppressione, costrizione, peso o schiacciamento al centro del petto, spesso descritto come un macigno o un elefante seduto sul torace, che persiste per più di qualche minuto e non si modifica con i movimenti respiratori o con la posizione del corpo. Caratteristicamente, il dolore si irradia verso il braccio sinistro lungo la superficie interna, la spalla sinistra, il collo, la mandibola o la zona tra le scapole. Accompagnano frequentemente il dolore altri sintomi come difficoltà respiratoria con sensazione di fame d'aria, sudorazione fredda profusa con pelle pallida e sudata, nausea e talvolta vomito, vertigini e sensazione di testa vuota, e un caratteristico senso di morte imminente che spinge il paziente a chiedere aiuto.
È di fondamentale importanza conoscere i sintomi atipici dell'infarto, che sono più frequenti nelle donne, nei pazienti diabetici e negli anziani, e che possono portare a sottovalutare la gravità della situazione con ritardi diagnostici fatali. In questi casi l'infarto può presentarsi con dolore addominale o epigastrico scambiato per disturbi digestivi, affaticamento insolito e sproporzionato rispetto all'attività svolta, debolezza generalizzata, sintomi simil-influenzali con malessere diffuso, o addirittura senza alcun dolore toracico evidente (infarto silente). Non tutti gli infarti si presentano con il classico quadro drammatico del dolore al petto: questa consapevolezza deve guidare l'addetto a non escludere l'emergenza cardiaca solo perché manca il sintomo principale.
Il primo intervento dell'addetto al primo soccorso in caso di sospetto infarto miocardico deve essere rapido e sistematico. La priorità assoluta è chiamare immediatamente il 118 descrivendo dettagliatamente i sintomi e riferendo il sospetto di infarto, informazione che determina l'invio prioritario di un'ambulanza con medico e la preparazione dell'emodinamica ospedaliera. In attesa dei soccorsi, far sedere o sdraiare la persona nella posizione che trova più confortevole, che è spesso quella semiseduta che facilita la respirazione. Slacciare immediatamente tutti gli indumenti stretti come cravatte, cinture, colletti che potrebbero ostacolare la respirazione. Tranquillizzare il paziente con voce calma e rassicurante, poiché l'ansia aumenta il lavoro cardiaco e peggiora la situazione. Non far assolutamente camminare la persona né permetterle di fare qualsiasi sforzo fisico.
Se disponibile e la persona non è allergica all'acido acetilsalicilico, farle assumere un'aspirina da masticare lentamente, preferibilmente non gastro-protetta per un assorbimento più rapido. L'aspirina ha un effetto antiaggregante piastrinico che può contribuire a limitare la progressione del trombo che sta occludendo la coronaria. Tenere a portata di mano il DAE defibrillatore automatico esterno e prepararsi mentalmente all'eventualità di un arresto cardiaco, complicanza frequente nella fase acuta dell'infarto. Se il paziente perde coscienza e non respira normalmente, iniziare immediatamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare con compressioni toraciche di qualità e utilizzare il defibrillatore appena disponibile, seguendo le istruzioni vocali del dispositivo.
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