Ustioni sul Lavoro: Primo Soccorso e Trattamento
Le ustioni sul luogo di lavoro rappresentano una delle emergenze più frequenti in molti settori produttivi. Conoscere le corrette procedure di primo soccorso è essenziale per limitare i danni e...
Le ustioni sul luogo di lavoro rappresentano una delle emergenze più frequenti in molti settori produttivi italiani, dalla ristorazione all'industria manifatturiera, dall'edilizia alle attività artigianali. Conoscere le corrette procedure di primo soccorso è essenziale per limitare l'estensione del danno tissutale, ridurre il dolore della vittima e favorire una pronta guarigione con minori conseguenze estetiche e funzionali. Un intervento tempestivo e appropriato nei primi minuti dopo l'ustione può fare una differenza significativa nel recupero del paziente.
Le ustioni vengono classificate in base alla profondità del danno cutaneo, un parametro fondamentale per valutare la gravità e orientare il trattamento. Le ustioni di primo grado interessano solo lo strato più superficiale della pelle, l'epidermide, e si manifestano con arrossamento (eritema), gonfiore lieve e dolore bruciante. Guariscono spontaneamente in pochi giorni senza lasciare cicatrici. Le ustioni di secondo grado coinvolgono anche il derma sottostante e si caratterizzano per la comparsa di vescicole ripiene di liquido sieroso chiamate flittene. Sono molto dolorose e richiedono settimane per la guarigione. Le ustioni di terzo grado distruggono completamente tutti gli strati cutanei fino al tessuto sottocutaneo, apparendo biancastre, giallastre o carbonizzate, con aspetto secco e coriaceo. Paradossalmente sono meno dolorose delle altre per la distruzione delle terminazioni nervose, ma richiedono interventi chirurgici e lasciano cicatrici importanti.
Il primo intervento in caso di ustione termica prevede innanzitutto l'allontanamento della vittima dalla fonte di calore, mettendo in sicurezza sia il soccorritore che l'infortunato. Si procede quindi alla rimozione rapida ma delicata di indumenti, orologi e gioielli dalla zona ustionata, a meno che non siano adesi alla pelle nel qual caso non vanno assolutamente staccati per evitare ulteriori lesioni. Il passaggio fondamentale è il raffreddamento dell'ustione con acqua corrente a temperatura ambiente, mantenendo il flusso sulla lesione per almeno 20 minuti. Questo intervento riduce la profondità dell'ustione, allevia il dolore e limita l'edema. Il raffreddamento è efficace fino a 3 ore dall'evento.
È di cruciale importanza evitare rimedi casalinghi che sono ancora purtroppo diffusi nella cultura popolare ma che possono peggiorare significativamente il danno. Non applicare mai burro, olio, dentifricio, patate o altri prodotti sulla superficie ustionata, poiché creano una barriera che trattiene il calore nei tessuti e aumentano il rischio di infezione. Non applicare ghiaccio diretto o acqua ghiacciata, che causano vasocostrizione eccessiva e possono provocare ulteriori lesioni da freddo. Non bucare le vescicole, che costituiscono una protezione naturale sterile contro le infezioni e devono essere preservate. Non rimuovere lembi di pelle o materiali adesi all'ustione, operazione che spetta esclusivamente al personale sanitario.
Dopo il raffreddamento adeguato, l'ustione va coperta con garze sterili o teli puliti umidificati con soluzione fisiologica, senza comprimere la lesione. La medicazione deve essere applicata delicatamente, con l'unico scopo di proteggere la ferita dalla contaminazione esterna. Per ustioni estese, che superano il 10% della superficie corporea nell'adulto o il 5% nel bambino, oppure localizzate in zone critiche come viso, mani, piedi, genitali, pieghe articolari o circonferenziali agli arti, è necessario chiamare immediatamente il 118 perché richiedono trattamento ospedaliero specializzato.
Le ustioni chimiche costituiscono una tipologia particolare che richiede un trattamento specifico e tempestivo. Il primo passo è rimuovere gli indumenti contaminati dalla sostanza chimica, proteggendo le proprie mani con guanti impermeabili per evitare di ustionarsi a propria volta. Si procede quindi a lavare abbondantemente la zona colpita con acqua corrente per almeno 20-30 minuti, un tempo più lungo rispetto alle ustioni termiche perché necessario a diluire e allontanare completamente la sostanza. Per le ustioni da corrente elettrica è prioritario assicurarsi che la fonte di energia sia stata disattivata prima di toccare la vittima, per evitare di rimanere folgorati. Le lesioni elettriche possono essere molto più gravi di quanto appaia esternamente, con danni interni estesi lungo il percorso della corrente.
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