Rianimazione Cardiopolmonare BLS: Tecniche Salvavita in Azienda
La rianimazione cardiopolmonare (RCP), conosciuta anche come BLS (Basic Life Support), rappresenta l'insieme delle manovre salvavita da eseguire in caso di arresto cardiaco. Ogni addetto al primo...
La rianimazione cardiopolmonare (RCP), conosciuta anche come BLS (Basic Life Support), rappresenta l'insieme delle manovre salvavita da eseguire in caso di arresto cardiaco. Ogni addetto al primo soccorso aziendale deve conoscere e saper applicare queste tecniche fondamentali, perché un intervento tempestivo e corretto può letteralmente fare la differenza tra la vita e la morte. In Italia si verificano ogni anno circa 60.000 arresti cardiaci extraospedalieri, e la sopravvivenza dipende in larga misura dalla rapidità con cui viene iniziata la RCP.
Il riconoscimento dell'arresto cardiaco è il primo passo cruciale di tutta la sequenza di soccorso. La vittima non risponde agli stimoli verbali e tattili, non respira normalmente o presenta solo gasping, ovvero quel respiro agonico caratterizzato da movimenti respiratori inefficaci e irregolari che non deve essere confuso con una respirazione normale. In questa situazione critica, ogni secondo è prezioso: per ogni minuto che passa senza RCP, le probabilità di sopravvivenza diminuiscono drasticamente del 10-12%. Dopo 10 minuti senza intervento, le possibilità di sopravvivenza sono praticamente nulle.
La sequenza BLS secondo le linee guida ERC (European Resuscitation Council) prevede innanzitutto di garantire la sicurezza della scena e del soccorritore, poi di verificare lo stato di coscienza della vittima scuotendola delicatamente per le spalle e chiamandola ad alta voce. Se non risponde, si chiama immediatamente il 118 e si invia qualcuno a recuperare il DAE più vicino, se disponibile. Successivamente si posiziona la vittima su una superficie rigida e piana, come il pavimento, e si iniziano le compressioni toraciche: 30 compressioni al centro del torace, sulla metà inferiore dello sterno, con una profondità di 5-6 cm e una frequenza di 100-120 compressioni al minuto. Dopo le 30 compressioni seguono 2 ventilazioni di soccorso, se l'operatore è adeguatamente addestrato e dispone di dispositivi di barriera come la pocket mask.
Le compressioni toraciche di qualità sono l'elemento più importante e determinante della RCP, ancor più delle ventilazioni. Devono essere eseguite con le braccia tese e rigide, le spalle perpendicolari al torace della vittima, utilizzando il peso del corpo per comprimere. È fondamentale permettere la completa riespansione del torace tra una compressione e l'altra, senza staccare le mani dallo sterno. Le interruzioni delle compressioni devono essere minimizzate e limitate a meno di 10 secondi, perché ogni pausa riduce la pressione di perfusione coronarica e cerebrale. Se sono presenti più soccorritori, è consigliabile alternarsi ogni 2 minuti per mantenere compressioni efficaci.
L'utilizzo del DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) aumenta significativamente le probabilità di sopravvivenza, che possono passare dal 5-10% con la sola RCP fino al 50-70% con defibrillazione precoce. Il dispositivo analizza automaticamente il ritmo cardiaco della vittima attraverso le piastre adesive posizionate sul torace e determina se è presente un ritmo defibrillabile come la fibrillazione ventricolare. In caso positivo, il DAE si carica e invita l'operatore a erogare la scarica elettrica premendo l'apposito pulsante. È essenziale che nessuno tocchi la vittima durante l'analisi e la scarica. Dal 2021, i DAE possono essere utilizzati anche da personale non sanitario formato in qualsiasi situazione di emergenza.
La formazione pratica è assolutamente essenziale per acquisire le competenze necessarie a eseguire correttamente la RCP. Le esercitazioni su manichini certificati permettono di apprendere la corretta tecnica di compressione, la giusta profondità e frequenza, e di automatizzare la sequenza dei gesti. Questa automatizzazione è fondamentale per poter agire con efficacia in situazioni di forte stress emotivo, quando la mente può bloccarsi e solo la memoria muscolare permette di intervenire correttamente.
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